
L’esecuzione di canti popolari di carattere liturgico e paraliturgico, di sole voci maschili, che riproduce il canto dei pastori sardi è uno dei rari esempi della resistenza della tradizione del canto detto " a tenore". Tra le più importanti confraternite della Sardegna dal punto di vista musicale, quelle di Castelsardo, Cuglieri, Orosei e Santulussurgiu hanno saputo preservare i repertori di canto della propria area geografica, riuscendo a mescolare la ruvidezza del canto a tenore con l’impronta della tradizione liturgica. Il canto qualifica gli spazi del sacro, scandisce i tempi dell’azione rituale e dà un senso all’azione simbolica rappresentata, catalizzando l’attenzione dei fedeli e diventando strumento del dialogo della comunità con il divino.
Sodalizio devozionale laico, composto in prevalenza da artigiani e da contadini, sin dall'inizio ebbe il compito di organizzare nel paese le sacre rappresentazioni della Settimana Santa e di fornire il sussidio indispensabile del canto corale atto a sottolinearne ed esaltarne le varie fasi. Su Cuncordu 'e Su Rosariu conserva il repertorio originale in latino e in sardo, in una felice sintesi tra motivi di estrazione colta della liturgia ufficiale e quelli di derivazione popolare arcaica. Attualmente su Cuncordu ‘e su Rosariu è costituito da Giovanni Ardu, su bassu; Mario Corona, sa contra, Antonio Migheli, sa 'oghe, Roberto Iriu, su contraltu.
A Orosei le tradizioni del canto a tenore" e a cuncordu non hanno conosciuto momenti di abbandono e ancora oggi le due modalità di canto sono riproposte senza gli stravolgimenti. La storia che accompagna i cantori oroseini è simile a quella degli altri cantori sardi che hanno vissuto a contatto con la tradizione rappresentata dagli anziani delle tre confraternite esistenti.
Il gruppo attuale è nato nel 1978 ed è composto da Martino Corimbi, cronta; Tore Mula, voche, Franco Sannai, bassu; e Paolo Burrai, mesuvoche.
La tradizione liturgica e paraliturgica di Castelsardo riporta a manifestazioni canore e musicali fortemente connotate popolarmente e comprende oltre che le parti della messa, anche preghiere, rosari e inni religiosi, in sardo e latino. L’evento più conosciuto nell’ambito della polivocalità sacra a Castelsardo è il Lunissanti, del repertorio fanno parte anche, il Salmo 69 in memoria dei defunti, Li tre Re, Perantunnada (per Sant’Antonio Abate).
Attualmente su Cuncordu è costituito da Salvatore Tugulu, bassu; Giovanni Pinna, contra; Angelo Cavaglieri, bogi e falzittu, Matteo Santoni, contra, bogi e falzittu.
Il Coro di Cuglieri è la fusione della tradizione del canto a tenore e di quello della Settimana Santa delle confraternite: la fedeltà e sacralità dell’arcaico con l’innovazione della musica liturgica europea tardo medievale. Nella liturgia della Settimana Santa i cantori si dispongono a semicerchio: "su bassu" al centro, alla sua sinistra "su contraltu", alla destra "su tenore"che conduce la melodia, e poco più in la "su tenore falzu", che si aggiunge a intermittenza, alla ricerca della quinta voce, che è il prodotto armonico delle quattro, quando l’intesa è al culmine. Oltre al repertorio sacro: il Miserere, lo Stabat semplice, lo Stabat Sequentia, O salutaris Hostia e le Litanie vengono interpretati brani di argomento amoroso.
:Filippo e Giuseppe Casule Bassu;Domenico e Roberto Murgia Tenore; Tonio Idda e Mariano Loche Contraltu; Gianni Desogos Tenore Falzu
Il canto a tenore nasce e vive nella nostra terra, in simbiosi con l’individuo, che lo sente scorrere inconsciamente nelle sue vene. L’impronta data all’attività del gruppo fin dall’inizio, tende a rendere attuale, per quanto possibile e nel rispetto della tradizione, un’ espressione musicale apparentemente complessa ma allo stesso tempo duttile e intellegibile.
Il gruppo è composto da Pascale Frogheri boche , Bobore Bussa mesu boche, Pascale Fadda bassu Paolo Mannale contra